Jazz Night al Salone Margherita

il Gregory’s Jazz Club presenta la

Gregory’s Jazz Night al Salone Margherita
dinner&concert

tutti i martedì dal 27 novembre 2018
ore 19.30 buffet & dinner – ore 21.00 concerto

Il Gregory’s Jazz Club e il Salone Margherita inaugurano per la stagione 2018/2019 una nuova iniziativa: dal 27 novembre 2018 il martedì alle 21.00 la Gregory’s Jazz Night porterà al Salone Margherita ogni settimana una band diversa con ospiti tra i principali esponenti della scena jazz internazionale e alcuni tra i musicisti italiani di maggior talento. I due storici locali a pochi passi l’uno dall’altro, da anni sono protagonisti dell’intrattenimento di qualità a Roma, e oggi si uniscono per offrire ai cittadini e ai turisti un’esperienza che guarda al passato glorioso del jazz nei teatri, per riproporlo oggi in chiave moderna e con spirito rinnovato in una delle sale più affascinanti della città. Un concerto diverso ogni martedì in linea con la filosofia del Gregory’s Jazz Club: un continuo omaggio – mai un’imitazione o il tentativo di fare il verso a… – alla grande tradizione del jazz e ai suoi generi, dallo swing all’hardbop. Un appuntamento fisso per apprezzare appieno lo spirito del jazz nella suggestiva cornice del Salone Margherita.

Come in ogni jazz club che si rispetti sarà possibile gustare, prima o durante il concerto, una cena servita nei prestigiosi ed intimi palchi privati al piano superiore. Nelle sale del piano terra un gustoso buffet accompagnerà la sfiziosa proposta mixology del nuovo cocktail bar del Salone Margherita.

BIGLIETTI

Platea Posto Unico 25,00€ (possibilità di buffet a 9€ bevande escluse)
Galleria con cena 55,00€ (galleria 30€+ cena 25€ – la cena è obbligatoria)
Palco con cena 65,00€ (palco 40€+ cena 25€ – la cena è obbligatoria)

I prezzi sono comprensivi di prevendita

Per convenzioni e gruppi:
promozione@salonemargherita.com

Il Salone Margherita si trova in Via dei Due Macelli, 75, 00187 Roma RM


PROSSIMI CONCERTI


22 gennaio 2019
JOYCE ELAINE YUILLE “BALLADS&BLUES”

Joyce Elaine Yuille – Voce
Andrea Rea – Pianoforte
Francesco Puglisi – Contrabbasso
Adam Pache – Batteria

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Gospel, jazz, soul e blues sono le radici su cui è cresciuta e si è sviluppata la sonorità della voce di Joyce Elaine Yuille. L’unione tra la sua anima, l’amore per la musica e il talento naturale per il canto hanno fatto il resto; la multietnicità di New York ha messo la ciliegina sula torta di una performer completa. La sua ammirazione per le dive del jazz come Sarah Vaughn, Nina Simone, Etta James, Carmen McRae, Ella Fitzgerald e la favorita di tutti i tempi, Phyllis Hyman, ha contribuito a creare uno stile personale che la porta a costruire spettacoli che si svilupano in simbiosi con il pubblico: fascino, ironia, eleganza e sentimento. Il jazz e le forti venature blues e soul per un concerto che diventa un viaggio musicale guidato dal carisma di Joyce fatto di delicatezza e forza allo stesso tempo.


29 gennaio 2019
CHARLES BURCHELL&FRIENDS
Tribute to New Orleans

Charles Burchell – Batteria/Voce
Francesco Fratini – Tromba
Domenico Sanna – Pianoforte
Luca Bulgarelli – Contrabbasso

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Il 29 gennaio sul palco del Salone Margherita un omaggio alla tradizione musicale di New Orleans. Il batterista, compositore e cantante di New Orleans Charles Burchell propone un repertorio per celebrerare la ricca storia della musica di New Orleans eseguendo brani di leggende come Louis Armstrong, Fats Dominio e The American Jazz Qunitet per una serata che proporrà anche brani dei maggiori esponenti della nuova generazione del jazz, da Nicholas Payton a Wynton Marsalias fino a Donald Harrison e molto altro. Burchell è un batterista radicato nella profonda tradizione di New Orleans e ha lavorato a livello internazionale come ambasciatore culturale. Burchell sarà accompagnato da alcuni dei migliori musicisti jazz in Italia – Domenico Sanna al pianoforte, Francesco Fratini alla tromba e Luca Bulgarelli al contrabbasso – per una serata di jazz a tinte forti.


5 febbraio 2019
DAVE KIKOSKI TRIO

Dave Kikoski – Pianoforte
Alexander Claffy – Contrabbasso
Elio Coppola – Batteria

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David Kikoski è uno tra i più vulcanici esponenti dell’attuale scena jazz internazionale, in possesso di una tecnica e di un’energia straordinarie. Tra le sue collaborazioni spiccano quelle con Roy Hanes, Toots Thielemans, Ron Carter, Kenny Barron Joe Henderson, Al Foster, Billy Hart e Ben Perowsky, Eddie Gomez, Ed Howard e James Genus. Nato nel 1961, David Kikoski ha iniziato a suonare il pianoforte all’età di sei anni sotto la guida del padre. Nell’adolescenza suona in vari gruppi di jazz e rock, vincendo “The New Jersey Allstate Jazz Competition”. Musicista di grandi doti tecniche e di forte spessore jazzistico, Kikoski è anche uno dei musicisti più generosi che ci siano sulla scena. Il suo stile trae ispirazione da svariate fonti e presenta un distillato sapientemente equilibrato della storia del piano jazz, vista attraverso l’ottica di un musicista che ne vive l’evoluzione costantemente in prima linea da oltre due decenni. Tutto ciò, insieme a un bagaglio lessicale jazzistico apparentemente inesauribile, porta David Kikoski a fornire invariabilmente dal vivo un set di grande forza espressiva e peso specifico, che risulta assolutamente convincente. Stasera sul palco del Salone Margherita con Alexander Claffy ed Elio Coppola.

“Dave has so much feeling. He can play anything. I can depend on him for so much.” – Roy Haynes
“Since his first appearance on record (Randy Brecker’s album In the Idiom), pianist David Kikoski has demonstrated an infinite capacity to swing, a rare sensitivity as a ballad interpreter and genuine harmonic savvy as a composer. He delivers once again on all counts on Kayemode.” – Bill Milkowski


19 febbraio 2019
MARIANNE SOLIVAN
feat. Massimo Faraò & Byron Landham

Marianne Solivan – Voce
Massimo Faraò – Pianoforte
Nicola Barbon – Contrabbasso
Byron Landham – Batteria

Marianne Solivan si è imposta all’attenzione del pubblico e della critica del jazz a livello internazionale grazie a una passione e a una presenza scenica uniche, e capace di catturare il pubblico con la sua gioiosa esuberanza e sfrontatezza. Dopo aver suonato e registrato con artisti del calibro di Christian McBride, Peter Bernstein, Jeremy Pelt, Bruce Barth, Gregory Hutchinson, Jonathan Blake, Xavier Davis, Michael Kanan, Steve Wilson, Gene Bertoncini e Lewis Nash, Marianne Solivan ha costantemente alzato il livello della sfida per i cantanti della sua generazione. Jordan Richardson di Blinded by Sound conclude: “The exquisiteness, expression and sentiment of her singing are supreme. She is well beyond the go-through-the-motions singers of the genre by an enormous margin.”. Dopo esseresi esibita costantemente per anni a Boston durante i suoi giorni di scuola al Berklee College of Music e al New England Conservatory, Solivan ha avuto l’opportunità unica di imparare sul palco della musica. Questi primi anni le hanno permesso di affinare le sue abilità di leader e di accumulare un vasto e vasto repertorio. La sua dedizione all’apprendimento di questa musica l’ha portata a studiare con un gruppo eterogeneo di musicisti ed educatori che le hanno insegnato la tradizione e gli approcci moderni alla musica. Questi due fattori hanno plasmato un vocalist con profonde radici nella tradizione vocale, ma senza alcuna sensazione “retrò”. Il canto di Solivan è un misto di narrazione onesta con un moderno senso di sé e determinazione.

Massimo Faraò, definito “il più nero dei pianisti italiani!” ha fatto parte per diversi tours europei del quintetto di Nat Adderley, formato da Antonio Hart, Walter Booker e Jimmy Cobb, e dal 2001 fa parte del nuovo quartetto di Archie Shepp “Just in Time Quartet” insieme a Wayne Dockery e Bobby Durham, oltre ad a ver suonato praticamente con tutti i più importanti jazzisti in Italia e nel mondo.

Nicola Barbon, contrabbassista, dopo alcuni anni di esperienza come bassista elettrico studia privatamente il contrabbasso con Beppe Pilotto e, successivamente, al triennio jazz presso il conservatorio “A. Buzzolla” di Adria con Paolo Ghetti. Partecipa a seminari e workshop con Buster Williams, William Parker, Ben Allison, Barry Harris, Marc Abrams, Danilo Memoli, Chuck Israels, Aldo Zunino. Oltre ad insegnare, si dedica all’attività concertistica collaborando musicisti italiani e internazionali tra i quali Massimo Faraò, Bruno Cesselli, Philip Harper, Denise King, Jesse Davis, Fabio Morgera, Sandy Patton, Valery Ponomarev.

La libertà di espressione creativa nel jazz è stato da sempre il filo conduttore della ricerca musicale di Byron Landham, che lo ha portato a collaborare fin da giovanissimo con alcuni storici nomi quali Betty Carter, George Coleman, Bobby Hutcherson, Joey DeFrencesco, Frank Wes, Pat Martino, Cyrus Chestnut, Russell Malone, Ruth Naomi Floyd e Hannibal Lokumbe.


26 marzo 2019
RITA PAYES 4TET feat. Massimo Faraò

Rita Payes – Trombone e voce
Massimo Faraò – Pianoforte
Nicola Barbon – Contrabbasso
Bobo Facchinetti – Batteria

Rita Payés Roma, è nata nel 1999 a Vilassar de Mar (Barcellona). Ha vissuto con intensità e vicinanza la musica fin da quando era bambina (i suoi genitori sono musicisti) e ha iniziato a studiare alla Scuola di Musica in Premià de Mar, inizialmente suonando il pianoforte con Montse Massaguer. All’età di 8 anni, alla School of Modern Music di Badalona, ​​ha aggiunto il trombone ai suoi studi con David Sanabria e poi per circa 6 anni con Joan Palacio. Sta completando gli studi che arricchisce seguendo workshop e lezioni private. Pur giovanissima ha espresso fin da subito un talento enorme che l’ha posta all’attenzione degli addetti ai lavori. Ha suonato e cantato in diversi big band, jazz band e combo; EMM a Premia de Mar, l’EMM Badalona, ​​la Big Band sotto la direzione di Òrrius … Pere Paye, Josep Traver, Carles Vecino, Joan Moragues … Nel luglio 2013 è entrata nella Jazz Band di Sant Andreu, sotto la direzione di Joan Chamorro e poi ha fatto un’enorme progressione musicale. partecipando a numerosi concerti in diversi formati (Festival Jazz di Barcellona, ​​Jazz Jamboree Club Auditorium, Barnaswing, Festival estivi in ​​diversi villaggi della Catalogna, concerti ad Almería, Valencia, Francia, Svizzera …), e anche un’edizione in 2 CD di “Joan Chamorro presenta Magic Voice” insieme alle voci e alla musica di Andrea Motis, Eva Fernández e Magali Datzira e Ignasi Terraza (piano), Josep Traver (chitarra), Esteve Pi (batteria) e Joan Chamorro (basso e sassofono), e il CD” Joan Chamorro presenta Rita Payés”, con la partecipazione di tutti i musicisti sopra menzionati e Scott Robinson, Scott Hamilton, Dick Oats, Toni Belenguer, Jo Krause

Massimo Faraò, definito “il più nero dei pianisti italiani!” ha fatto parte per diversi tours europei del quintetto di Nat Adderley, formato da Antonio Hart, Walter Booker e Jimmy Cobb, e dal 2001 fa parte del nuovo quartetto di Archie Shepp “Just in Time Quartet” insieme a Wayne Dockery e Bobby Durham, oltre ad a ver suonato praticamente con tutti i più importanti jazzisti in Italia e nel mondo.

Nicola Barbon, contrabbassista, dopo alcuni anni di esperienza come bassista elettrico studia privatamente il contrabbasso con Beppe Pilotto e, successivamente, al triennio jazz presso il conservatorio “A. Buzzolla” di Adria con Paolo Ghetti. Partecipa a seminari e workshop con Buster Williams, William Parker, Ben Allison, Barry Harris, Marc Abrams, Danilo Memoli, Chuck Israels, Aldo Zunino. Oltre ad insegnare, si dedica all’attività concertistica collaborando musicisti italiani e internazionali tra i quali Massimo Faraò, Bruno Cesselli, Philip Harper, Denise King, Jesse Davis, Fabio Morgera, Sandy Patton, Valery Ponomarev.

Bobo Facchinetti ha collaborato con artisti italiani e stranieri fra cui Carlo Atti, Jesse Davis, Massimo Faraò, Aldo Zunino, Michel Rosciglione, Sonny Fortune, Shawnn Monteiro, Archie Shepp. Partecipa ai seminari jazz di Barry Harris in Italia, in Olanda e negli Stati Uniti. Con il gruppo “Itapuà” della cantante Patricia De Assis si dedica alla musica brasiliana continuando a collaborre nella scena jazz con il trio di Massimo Faraò e con quello di Irio de Paula.


EVENTI PASSATI


27 Novembre 2018
JESSE DAVIS QUARTET

Jesse Davis – Sax alto
Pietro Lussu – Pianoforte
Vincenzo Florio – Contrabbasso
Marco Valeri – Batteria

Martedì 27 novembre 2018 si apre la stagione della Gregory’s Jazz Night con una delle figure più importanti del jazz statunitense e uno dei musicisti più richiesti a livello internazionale: Jesse Davis. L’altosassofonista nato a New Orleans e il suo sound autentico unito a uno stile “parkeriano”, guiderà un quartetto che vede nella sezione ritmica tre artisti cresciuti a Roma e che nell’arco di pochi anni hanno conquistato riconoscibilità e prestigio a livello nazionale ed europeo: Pietro Lussu al pianoforte, Vincenzo Florio a contrabbasso e Marco Valeri alla batteria. Jesse Davis dopo grandi esperienze con leggende del jazz come Lionel Hampton, Chico Hamilton, Illinois Jacquet e Kenny Barron, ha registrato e suonato dal vivo assieme a Wynton Marsalis, Jack McDuff, Hank Jones, Chico Hamilton, Bobby Durham, Joey De Francesco, Wallace Roney, Jeremy Pelt e altri protagonisti del jazz mondiale. Ugualmente influenzato da Charlie Parker, Cannonball Adderley e Sonny Stitt, Davis contribuisce con una tecnica impeccabile e un sentimento naturale per il blues a creare delle atmosfere dense e persistenti in tutti suoi concerti. La sua musica è stata descritta come neo-bop ma, come dice lui “tutto ciò che voglio è suonare musica meravigliosa”. E lo fa, con passione.


4 dicembre
DANNY GRISSETT TRIO

Danny Grissett – Pianoforte
Luca Fattorini – Contrabbasso
Marco Valeri – Batteria

Pianista e compositore nato a Los Angeles Danny Grissett ha studiato al Monk Institute e ha avuto come insegnanti Herbie Hancock che lo ha influenzato nello stile. Tra le collaborazioni eccellenti di Grissett citiamo quella con Freddie Hubbard, Benny Golson, The Mingus Big Band, Marcus Strickland, Steve Nelson e Louis Hayes. La sua musica trae ispirazione dall’hard-bop degli anni sessanta e ne evolve i concetti attraverso l’influenza e il confronto con le tendenze più attuali del jazz. Nelle armonizzazioni dei suoi brani si ravvisano sia spunti tonali che visioni modali, evitando accuratamente ogni radicalismo di stampo free. Le sue composizioni originali, molto personali, mettono in evidenza la sua capacità narrativa.


11 Dicembre 2018
STEVE NELSON QUARTET
feat. Massimo Faraò, Aldo Zunino & Byron Landham

Steve Nelson – Vibrafono
Massimo Faraò – Pianoforte
Aldo Zunino – Contrabbasso
Byron Landham – Batteria

Martedì 11 dicembre 2018 la Gregory’s Jazz Night porta al Salone Margherita un quartetto “all stars” nato dall’incontro tra due protagonisti della scena jazz statunitense e due dei musicisti italiani più noti e apprezzati a livello internazionale: il vibrafonista Steve Nelson e il batterista Byron Landham salgono sul palco con il pianista Massimo Faraò e il contrabbassista Aldo Zunino. I quattro di stasera hanno avuto modo di incontrarsi variamente di e collaborare già in passato in diverse formazioni, nei club più prestigiosi e nei maggiori festival jazz a livello internazionale. Quella di stasera è un’occasione per apprezzare la musica di chi ha attraversato, sempre ai massimi livelli, gli anni della transizione della storia del jazz mantenendo ben salde le radici nella grande tradizione della prima metà del ‘900 innestandole nelle istanze artistiche che hanno dato vita alle correnti musicali emerse dopo la fine degli anni ‘60.

Massimo Faraò, definito “il più nero dei pianisti italiani!” ha fatto parte per diversi tours europei del quintetto di Nat Adderley, formato da Antonio Hart, Walter Booker e Jimmy Cobb, e dal 2001 fa parte del nuovo quartetto di Archie Shepp “Just in Time Quartet” insieme a Wayne Dockery e Bobby Durham, oltre ad a ver suonato praticamente con tutti i più importanti jazzisti in Italia e nel mondo.

Aldo Zunino, che collabora stabilmente con Steve Grossman dal 95, in trio con Bobby Durham e Massimo Faraò e dal 2006 è componente del trio di Andrea Pozza insieme al batterista Sangoma Everett, è uno dei contrabbassisti italiani più riconosciuti e apprezzati all’estero, ed è stato scelto da artisti quali Benny Golson, Clark Terry, Tommy Flanagan, Clifford Jordan, Kenny Barron, Harry “Sweets” Edison, Joe Chambers, Jimmy Cobb, Ben Riley, Bobby Durham, Nat Adderley, e Cedar Walton solo per citarne alcuni.

La libertà di espressione creativa nel jazz è stato da sempre il filo conduttore della ricerca musicale di Byron Landham, che lo ha portato a collaborare fin da giovanissimo con alcuni storici nomi quali Betty Carter, George Coleman, Bobby Hutcherson, Joey DeFrencesco, Frank Wes, Pat Martino, Cyrus Chestnut, Russell Malone, Ruth Naomi Floyd e Hannibal Lokumbe.


18 dicembre 2018
JEROME SABBAGH QUINTET
feat. Ferdinando Romano & Simona  Premazzi

Jerome Sabbagh – Sax
Simona Premazzi – Pianoforte
Tommaso Iacoviello – Tromba
Ferdinando Romano – Contrabbasso
Giovanni Paolo Liguori – Batteria

Martedì 18 dicembre una formazione dal sapore e dal sound internazionale. Il sassofonista Jerome Sabbagh (“Mr. Sabbagh played with untroubled self-assurance, and his songs had a sleek and sturdy appeal. […] What he is working toward, simply and effectively, is a sincerely personal vocabulary.” – Nate Chinen/ New York Times) riunisce intorno al suo jazz quattro musicisti italiani che hanno costruito le loro carriere soprattutto all’estero e in contesti internazionali: la compositrice e pianista Simona Premazzi (“Simona Premazzi is one of the more exciting and poignant pianists on the current NewYork scene” – Gary Heimbauer/Jazz Inside magazine), il trombettista Tommaso Iacoviello, il contrabbassista Ferdinando Romano e il batterista Giovanni Paolo Liguori. Jerome Sabbagh nato a Parigi ma cresciuto artisticamente a New York ha dimostrato fin da giovanissimo un talento fuori dal comune, apprezzato al primo ascolto da personaggi del calibro di Paul Motian, Victor Lewis, Danny Grissett e Gregory Hutchinson, e una dedizione agli standard che fanno di lui uno dei più creativi ed innovativi musicisti nella scena jazz internazionale oggi.


1 gennaio 2019
RED PELLINI ORCHESTRA

Red Pellini – Sax tenore /  Arrangiamenti
Michael Supnick – Tromba / Voce
Pino Clementi – Sax alto
Torquato Sdrucia – Sax tenore e soprano
Alessio Magliari – Pianoforte
Giancarlo Colangelo – Sax basso
Luca Ingletti – Batteria

“A qualcuno piace caldo”. Forse basterebbe questo per parlare del jazz di Fabiano Pellini che non è solo un eccellente musicista, arrangiatore e compositore, ma soprattutto un grande cultore del jazz tradizionale. Dotato di una notevole impronta swing fa di ogni suo concerto un’occasione per apprezzare lo spirito degli anni della Jazz Era. Pellini attraversa infatti il periodo che va dagli anni 20 agli anni 40 con una familiarità che gli deriva dallo studio e dalla grande cultura jazzistica – è uno dei massimi esperti di Bix Beiderbecke – e soprattutto dalla capacità di suonare non per eseguire semplicemente dei brani ma prima di tutto per trasmettere al pubblico il carattere di una musica che fa del coinvolgimento e dell’energia la sua cifra stilistica principale. Il repertorio oltre all’immancabile China Boy, è quello del Dixieland e New Orleans style, e quello. Del jazz che si ballava grazie alle orchestre di Glen Miller, Benny Goodman, Paul Whiteman ecc…


8 gennaio 2019
MICHAEL ROSEN 4TET

Michael Rosen – Sax
Domenico Sanna – Pianoforte
Luca Bulgarelli – Contrabbasso
Valerio Vantaggio – Batteria

Il sassofonista statunitense Michael Rosen porta sul palco del Salone Margherita un quartetto che vede alcuni dei maggiori talenti del jazz italiano. Domenico Sanna al pianoforte, Luca Bulgarelli al contrabbasso e Valerio Vantaggio alla batteria compongono una sezione ritmica tra le più innovative e capaci di mantenere un raffinato interplay assicurando così la base solida su cui appoggiare scambi e improvvisazioni per uno spettacolo di assoluto livello.

“More than a musician, Michael Rosen is an institution, a magician of the saxophone”. – Jazz in Roma
“Precise, succint and terribly exciting.” Jazz Magazine
“Rosen is a composer and musician of vast ability.” – All Music Guide

Michael Rosen, nato nel 1963 ad Ithaca, nello stato di New York, frequenta la Berklee School of Music , dove vince una borsa di studio, e tra gli altri, segue i corsi di George Garzone, Bill Peirce e Gary Burton. Si diploma Magna Cum Laude dopo appena 5 semestri. Durante la sua sosta a Boston suona frequentemente nei locali della città con diversi musicisti, tra cui il pianista Danilo Perez. Dopo un tour Italiano con pianista Delmar Brown in 1987, si stabilisce in Italia. Durante la sua permanenza nella scena musicale europea, Michael si esibisce in diversi e noti jazz festival, incide praticamente per tutti i principali artisti italiani e svizzeri, da Enrico Rava e Franco D’Andrea , a Roberto Gatto e Franco Ambrosetti. Attivissimo nella scena jazz europea è stimato anche dai colleghi della musica classica, infatti spesso è chiamato per alcuni concerti dell’Orchestra della Scala. Il suo sound accattivante e la sua simpatia ne hanno fatto un artista richiestissimo anche da cantanti della scena pop, da Mina a Celentano. Ha all’attivo diversi CD a suo nome e tante partecipazioni. Il suo primo cd ” Elusive Creatures ” (Splasch), uscito nel 1996, composto eccetto uno standard, da suoi brani è stato premiato dalla critica, sia italiana che canadese. Da poco ha intrapreso una collaborazione con la cantante Sara Jane Morris con cui è spesso in tour.

15 gennaio 2019
DAVE BLENKHORN 4TET

Dave Blenkhorn – Chitarra/voice
Francesca Tandoi – Pianoforte/voce
Francesco Puglisi – Contrabbasso
Adam Pache – Batteria

Dave Blenkhorn è un chitarrista che fin da giovanissimo si è imposto nella scena jazz tradizionale nella sua terra dove si è esibito e ha registrato con Graeme Bell, Bob Barnard e James Morrison. Trasferitosi nel Regno Unito nel giugno 2005 si è costruito una solida reputazione collaborando con artisti quali Martin Taylor, Ray Gelato, Enrico Tomasso, Tina May, James Evans e Dave Kelbie e facendosi conoscere anche dal pubblico statunitense grazie alle esibizioni con Evan Christopher, Leroy Jones, Rebecca Kilgore, Duke Heitger, Dan Barrett, John Allred e Lilian Boutte. La sua ispirazione musicale affonda le radici nell’era del jazz classico degli anni ’30 e ’40 – nelle melodie composte da Ellington, Gershwin, Porter, Carmicheal, Kern e Berlin e dalle sonorità di Django Reinhardt, Louis Armstrong, Fats Waller, Charlie Christian, Count Basie e Nat ‘King’ Cole. Il suo stile personale è influenzato da tutti questi grandi artisti, e, ovviamente, in particolar modo dai chitarristi Django Reinhardt e Charlie Christian, pur mantenendo una freschezza costante grazie ai suoi arrangiamenti e a idee sempre nuove. Attualemnte è uno dei musicisti più richiesti della scena europea e internazionale negli ultimi 15 anni e si è esibito con alcuni tra i migliori jazzisti che hanno traghettato il jazz dagli anni 60 ai giorni nostri: John Faddis, James Morrison, Scott Hamilton, Harry Allen, Evan Christopher e Cecile McLorin Salvant. Il suo amore per il blues e il suo sound rivelano l’influenza dei chitarristi Charlie Christian, Django Reinhardt, Barney Kessel e Wes Montgomery. Stasera in quartetto con la cantante e pianista Francesca Tandoi, Francesco Puglisi al contrabbasso e con il connazionale Adam Pache alla batteria.


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