Jazz Night al Salone Margherita

il Gregory’s Jazz Club presenta la

Gregory’s Jazz Night al Salone Margherita
dinner&concert

tutti i martedì dal 27 novembre 2018
ore 19.30 buffet & dinner – ore 21.00 concerto

Il Gregory’s Jazz Club e il Salone Margherita inaugurano per la stagione 2018/2019 una nuova iniziativa: dal 27 novembre 2018 il martedì alle 21.00 la Gregory’s Jazz Night porterà al Salone Margherita ogni settimana una band diversa con ospiti tra i principali esponenti della scena jazz internazionale e alcuni tra i musicisti italiani di maggior talento. I due storici locali a pochi passi l’uno dall’altro, da anni sono protagonisti dell’intrattenimento di qualità a Roma, e oggi si uniscono per offrire ai cittadini e ai turisti un’esperienza che guarda al passato glorioso del jazz nei teatri, per riproporlo oggi in chiave moderna e con spirito rinnovato in una delle sale più affascinanti della città. Un concerto diverso ogni martedì in linea con la filosofia del Gregory’s Jazz Club: un continuo omaggio – mai un’imitazione o il tentativo di fare il verso a… – alla grande tradizione del jazz e ai suoi generi, dallo swing all’hardbop. Un appuntamento fisso per apprezzare appieno lo spirito del jazz nella suggestiva cornice del Salone Margherita.

Come in ogni jazz club che si rispetti sarà possibile gustare, prima o durante il concerto, una cena servita nei prestigiosi ed intimi palchi privati al piano superiore. Nelle sale del piano terra un gustoso buffet accompagnerà la sfiziosa proposta mixology del nuovo cocktail bar del Salone Margherita.

BIGLIETTI

Platea Posto Unico 25,00€
(possibilità di buffet a 9€ bevande escluse)
Galleria con cena 55,00€
(galleria 30€+ cena 25€ – la cena è obbligatoria)
Palco con cena 65,00€
(palco 40€+ cena 25€ – la cena è obbligatoria)

I prezzi sono comprensivi di prevendita

Per convenzioni e gruppi:
promozione@salonemargherita.com

Il Salone Margherita si trova in Via dei Due Macelli, 75, 00187 Roma RM


Programma


27 Novembre 2018
JESSE DAVIS QUARTET

Jesse Davis – Sax alto
Pietro Lussu – Pianoforte
Vincenzo Florio – Contrabbasso
Marco Valeri – Batteria

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Martedì 27 novembre 2018 si apre la stagione della Gregory’s Jazz Night con una delle figure più importanti del jazz statunitense e uno dei musicisti più richiesti a livello internazionale: Jesse Davis. L’altosassofonista nato a New Orleans e il suo sound autentico unito a uno stile “parkeriano”, guiderà un quartetto che vede nella sezione ritmica tre artisti cresciuti a Roma e che nell’arco di pochi anni hanno conquistato riconoscibilità e prestigio a livello nazionale ed europeo: Pietro Lussu al pianoforte, Vincenzo Florio a contrabbasso e Marco Valeri alla batteria. Jesse Davis dopo grandi esperienze con leggende del jazz come Lionel Hampton, Chico Hamilton, Illinois Jacquet e Kenny Barron, ha registrato e suonato dal vivo assieme a Wynton Marsalis, Jack McDuff, Hank Jones, Chico Hamilton, Bobby Durham, Joey De Francesco, Wallace Roney, Jeremy Pelt e altri protagonisti del jazz mondiale. Ugualmente influenzato da Charlie Parker, Cannonball Adderley e Sonny Stitt, Davis contribuisce con una tecnica impeccabile e un sentimento naturale per il blues a creare delle atmosfere dense e persistenti in tutti suoi concerti. La sua musica è stata descritta come neo-bop ma, come dice lui “tutto ciò che voglio è suonare musica meravigliosa”. E lo fa, con passione.


11 Dicembre 2018
STEVE NELSON QUARTET
feat. Massimo Faraò, Aldo Zunino & Byron Landham

Steve Nelson – Vibrafono
Massimo Faraò – Pianoforte
Aldo Zunino – Contrabbasso
Byron Landham – Batteria

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Martedì 11 dicembre 2018 la Gregory’s Jazz Night porta al Salone Margherita un quartetto “all stars” nato dall’incontro tra due protagonisti della scena jazz statunitense e due dei musicisti italiani più noti e apprezzati a livello internazionale: il vibrafonista Steve Nelson e il batterista Byron Landham salgono sul palco con il pianista Massimo Faraò e il contrabbassista Aldo Zunino. I quattro di stasera hanno avuto modo di incontrarsi variamente di e collaborare già in passato in diverse formazioni, nei club più prestigiosi e nei maggiori festival jazz a livello internazionale. Quella di stasera è un’occasione per apprezzare la musica di chi ha attraversato, sempre ai massimi livelli, gli anni della transizione della storia del jazz mantenendo ben salde le radici nella grande tradizione della prima metà del ‘900 innestandole nelle istanze artistiche che hanno dato vita alle correnti musicali emerse dopo la fine degli anni ‘60.

Massimo Faraò, definito “il più nero dei pianisti italiani!” ha fatto parte per diversi tours europei del quintetto di Nat Adderley, formato da Antonio Hart, Walter Booker e Jimmy Cobb, e dal 2001 fa parte del nuovo quartetto di Archie Shepp “Just in Time Quartet” insieme a Wayne Dockery e Bobby Durham, oltre ad a ver suonato praticamente con tutti i più importanti jazzisti in Italia e nel mondo.

Aldo Zunino, che collabora stabilmente con Steve Grossman dal 95, in trio con Bobby Durham e Massimo Faraò e dal 2006 è componente del trio di Andrea Pozza insieme al batterista Sangoma Everett, è uno dei contrabbassisti italiani più riconosciuti e apprezzati all’estero, ed è stato scelto da artisti quali Benny Golson, Clark Terry, Tommy Flanagan, Clifford Jordan, Kenny Barron, Harry “Sweets” Edison, Joe Chambers, Jimmy Cobb, Ben Riley, Bobby Durham, Nat Adderley, e Cedar Walton solo per citarne alcuni.

La libertà di espressione creativa nel jazz è stato da sempre il filo conduttore della ricerca musicale di Byron Landham, che lo ha portato a collaborare fin da giovanissimo con alcuni storici nomi quali Betty Carter, George Coleman, Bobby Hutcherson, Joey DeFrencesco, Frank Wes, Pat Martino, Cyrus Chestnut, Russell Malone, Ruth Naomi Floyd e Hannibal Lokumbe.


18 dicembre 2018
JEROME SABBAGH QUINTET
feat. Ferdinando Romano & Simona  Premazzi

Jerome Sabbagh – Sax
Simona Premazzi – Pianoforte
Tommaso Iacoviello – Tromba
Ferdinando Romano – Contrabbasso
Giovanni Paolo Liguori – Batteria

Martedì 18 dicembre porta al Salone Margherita una formazione dal sapore e dal sound internazionale. Il sassofonista Jerome Sabbagh (“Mr. Sabbagh played with untroubled self-assurance, and his songs had a sleek and sturdy appeal. […] What he is working toward, simply and effectively, is a sincerely personal vocabulary.” – Nate Chinen/ New York Times) riunisce intorno al suo jazz quattro musicisti italiani che hanno costruito le loro carriere soprattutto all’estero e in contesti internazionali: la compositrice e pianista Simona Premazzi (“Simona Premazzi is one of the more exciting and poignant pianists on the current NewYork scene” – Gary Heimbauer/Jazz Inside magazine), il trombettista Tommaso Iacoviello, il contrabbassista Ferdinando Romano e il batterista Giovanni Paolo Liguori. Jerome Sabbagh nato a Parigi ma cresciuto artisticamente a New York ha dimostrato fin da giovanissimo un talento fuori dal comune, apprezzato al primo ascolto da personaggi del calibro di Paul Motian, Victor Lewis, Danny Grissett e Gregory Hutchinson, e una dedizione agli standard che fanno di lui uno dei più creativi ed innovativi musicisti nella scena jazz internazionale oggi.


1 gennaio 2019
RED PELLINI ORCHESTRA

Red Pellini – Sax tenore /  Arrangiamenti
Michael Supnick – Tromba / Voce
Pino Clementi – Sax alto
Torquato Sdrucia – Sax tenore e soprano
Alessio Magliari – Pianoforte
Giancarlo Colangelo – Sax basso
Luca Ingletti – Batteria


“A qualcuno piace caldo”. Forse basterebbe questo per parlare del jazz di Fabiano Pellini che non è solo un eccellente musicista, arrangiatore e compositore, ma soprattutto un grande cultore del jazz tradizionale. Dotato di una notevole impronta swing fa di ogni suo concerto un’occasione per apprezzare lo spirito degli anni della Jazz Era. Pellini attraversa infatti il periodo che va dagli anni 20 agli anni 40 con una familiarità che gli deriva dallo studio e dalla grande cultura jazzistica – è uno dei massimi esperti di Bix Beiderbecke – e soprattutto dalla capacità di suonare non per eseguire semplicemente dei brani ma prima di tutto per trasmettere al pubblico il carattere di una musica che fa del coinvolgimento e dell’energia la sua cifra stilistica principale. Il repertorio oltre all’immancabile China Boy, è quello del Dixieland e New Orleans style, personalizzato dagli arrangiamenti originali di Red Pellini. Dotato di una profonda e raffinata cultura musicale e di una notevole impronta swing Red Pellini fa di ogni suo concerto un’occasione per apprezzare lo spirito degli anni della Jazz Era, quando il jazz si ballava e nelle grandi dance hall si esibivano le celeberrime orchestre di Glen Miller, Benny Goodman, Paul Whiteman ecc…


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