Time Out

Il disco della settimana è Time Out del The Dave Brubeck Quartet, pubblicato nel 1959 dalla Columbia Records, registrato agli 30th Street Studios di New York in tre sessioni (25 giugno, 1º luglio e 18 agosto 1959) e prodotto da Teo Macero. E’ stato il primo disco jazz a superare il milione di copie vendute nonostante le critiche non proprio positive ricevute all’epoca.

“Brubeck fu il maggior responsabile della moda di impiegare nel jazz fughe, rondò e altri ostentati prestiti della musica europea. Tutto ciò incontrava il favore del pubblico universitario, che apprezzava un pizzico di cultura sparso sulla musica di consumo. E Brubeck entrò a far parte ufficialmente della cultura americana quando la sua fotografia giunse alla copertina del ‘Time'” – LeRoi Jones

Il disco segna l’incontro e l’inaugurazione del connubio tra il pianista Dave Brubeck (“Many people don’t understand how disciplined you have to be to play jazz… And that is really the idea of democracy – freedom within the Constitution or discipline. You don’t just get out there and do anything you want.” ) e l’altosassofonista Paul Desmond (“We’re working as if it were going out of style-which of course it is”).

E’ diventato presto un simbolo della cosiddetta “Third Stream” ossia la corrente che nel jazz unisce in una sintesi perfetta la tradizione classica e l’improvvisazione jazz. Il compositore Gunther Schuller, che ha coniato il termine, ha stilato una lista su “cosa non sia la musica Third Stream”:

  • Non è jazz con il contributo di archi.
  • Non è jazz suonato con strumenti “classici”.
  • Non è musica classica suonata da jazzisti.
  • Non è un innestare Ravel o Schoenberg in mezzo a dei “be-bop changes”— e nemmeno il contrario.
  • Non è jazz in forma di fuga.
  • Non è una fuga suonata da jazzisti.
  • Non è un modo per distruggere il jazz o la musica classica; è semplicemente un’altra opzione tra le tante per i musicisti creativi di oggi.

In un’intervista avvenuta nel 1943, Paul Desmond commentò così il suo primo incontro con Brubeck: “Iniziammo a provare, ma dopo un quarto d’ora ero a pezzi: avevamo prescelto un blues in si bemolle, ma al primo chorus lui prese un sol maggiore. Dato che io non conoscevo nulla della politonalità, pensai in realtà che lui fosse solo un pazzo da legare, impressione assolutamente confermata dal suo aspetto: aveva i capelli arruffati e picchiava sui tasti del pianoforte come un sioux inferocito. Mi ci volle molta pazienza e un lungo ascolto prima che iniziassi a comprendere che cosa intendesse fare”.

Lineup:

  • Dave Brubeck – Pianoforte
  • Paul Desmond – Sassofono contralto
  • Eugene Wright – Contrabbasso
  • Joe Morello – Batteria

Lato A

  • Blue Rondo à la Turk – 6:44 (Dave Brubeck)
  • Strange Meadow Lark – 7:22 (Brubeck)
  • Take Five – 5:24 (Paul Desmond)

Lato B

  • Three to Get Ready – 5:24 (Brubeck)
  • Kathy’s Waltz – 4:48 (Brubeck)
  • Everybody’s Jumpin’ – 4:23 (Brubeck)
  • Pick Up Sticks – 4:16 (Brubeck)

Buon ascolto!


 
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