Prossimamente al Gregory's

Gio 28 lug 2016 ore 22:00

Danilo Blaiotta Trio

BLAIOTTADanilo Blaiotta, giovane e talentuosissimo pianista jazz, già affermato in Italia e all’estero, arriva al Gregory’s alla guida di un trio con la sezione ritmica affidata a Francesco Puglisi al contrabbasso e Valerio Vantaggio alla batteria. Due ore e due set di jazz proprio come piace a noi. Musicista eclettico, compositore e arrangiatore originalissimo, con alle spalle un’intensa attività come pianista classico, coltiva fin da giovanissimo un amore per il jazz che dal 2012 diventa il centro della sua carriera. Comincia da subito a suonare con importanti musicisti italiani e internazionali: Logan Richardson, Tommy Crane, Mike Applebaum, Mark Hanna, Moritz Goetzen, Karl Degenhardt, Claudio Fasoli, Achille Succi, Pietro Leveratto, Attilio Zanchi, Francesco Diodati, Joe Amoruso, Antonio Onorato Francesco Puglisi, Matteo Bortone, Francesco Ciniglio, Reinaldo Santiago, Robertinho De Paula, Anita Vitale, Marco Zanoli, Carlo Lomanto e tra i suoi maestri annoveriamo Kenny Werner, John Taylor, Franco D’Andrea e Stefano Battaglia, Larry Grenadier e Avishai Cohen.

Nell’estate 2011 ha creato il progetto “BALKANICA” (con Achille Succi, Pietro Leveratto, Fabrizio La Fauci e Marco Rossin) del quale è appena uscito un disco edito per Picanto Records 2015. Si esibisce regolarmente in diverse fomraizoni: Balkanica quintet, Danilo Blaiotta Trio, Danilo Blaiotta German Trio (feat. M.Goetzen e K. Degenhardt), Claudio Fasoli Duet, Achille Succi Duet, Anita Vitale 4et, Antonio Onorato 4et, Agora Tà 4et, Danilo Blaiotta & Synapsis Orchestra (Tribute to G. Gershwin), Piano Solo. Proprio in piano solo Blaiotta è apprezzato e riconosciuto anche oltre i confini nazionali. Dal 2014 è spesso richiesto in importanti festival in Germania (ha suonato per l’ Eppstein Klavierfest 2014 e 2015, Kelkheim Kulturbahnhof 2015, Stadthalle di Hofheim; oltre a vari festival in Wiesbaden, Frankfurt Am Mein, Darmstadt, Langen ecc…), ottenendo sempre successi di critica e pubblico.

29Emanuele Urso “The King of Swing” è il protagonista e il mattatore delle notti swing di Roma al Gregory’s Jazz Club. Tra l’omaggio a Benny Goodman e Gene Krupa, Emanuele Urso è un fantastico batterista, un raffinato clarinettista e un direttore d’orchestra eccellente, in grado di ricreare perfettamente, in uno sforzo filologico non comune, le atmosfere della swing era e delle dance hall degli anni 40.

Gli arrangiamenti originali di Benny Goodman, Glenn Miller e Fletcher Henderson sono studiati, e ristudiati e poi riproposti in un concerto dal vivo che prima di essere un vero e proprio show sembra aprire una porta spazio-temporale per rituffarci direttamente nel periodo forse più brillante ed entusiasmante del ‘900.

La sua concezione della musica è totalmente rivolta al Jazz della Swing Era che continua a studiare e omaggiare con un instancabile impegno teso sempre alla ricerca della perfezione con grande professionalità che gli è valso il titolo di “Re dello Swing”.

30E’ l’ultimo appuntamento della stagione con il Re dello Swing. La formazione di Emanuele Urso – che ritroveremo dopo Agosto per un’altra stagione di swing a mille all’ora, ma soprattutto di ottimo jazz dal vivo –  è ormai senza dubbio il più fulgido esempio di come lo studio, l’applicazione e il rispetto per la musica e per il pubblico, uniti a un talento fuori dal comune e una presenza scenica unica, possano costruire uno spettacolo di qualità altissima, capace di annullare qualunque fittizia distinzione e di evidenziare, invece, l’unica valida: quella tra ciò che è bello e ciò che non lo è e forse tra il jazz che vogliamo ascoltare e quello che non possiamo ascoltare.

Emanuele Urso “The King of Swing” è il protagonista e il mattatore delle notti swing di Roma al Gregory’s Jazz Club. Tra l’omaggio a Benny Goodman e Gene Krupa, Emanuele Urso è un fantastico batterista, un raffinato clarinettista e un direttore d’orchestra eccellente, in grado di ricreare perfettamente, in uno sforzo filologico non comune, le atmosfere della swing era e delle dance hall degli anni 40.

Gli arrangiamenti originali di Benny Goodman, Glenn Miller e Fletcher Henderson sono studiati, e ristudiati e poi riproposti in un concerto dal vivo che prima di essere un vero e proprio show sembra aprire una porta spazio-temporale per rituffarci direttamente nel periodo forse più brillante ed entusiasmante del ‘900.

La sua concezione della musica è totalmente rivolta al Jazz della Swing Era che continua a studiare e omaggiare con un instancabile impegno teso sempre alla ricerca della perfezione con grande professionalità che gli è valso il titolo di “Re dello Swing”.