Prossimamente al Gregory's

Ven 30 set 2016 ore 22:00

Giovanni Amato Bop5tet

30Mettete insieme lo swing e il fraseggio bebop della tromba di Giovanni Amato, un chitarrista come Gianluca Figliola – di lui è stato detto che ha smesso prestissimo di essere una giovane promessa e si è affermato da subito come una delle più originali realtà del jazz in Italia, e poi “la” ritmica, con Pietro Lussu, al piano, Luca Fattorini al contrabbasso e Marco Valeri alla batteria: due ore abbondanti, per amare il jazz senza tanti fronzoli, per far godere le orecchie e riempirci il cuore.

Certe volte una serata è troppo poco e due ancora non bastano… Giovanni Amato guida per tre serate un quintetto che mette insieme il meglio di quella generazione di jazzisti italiani che continuano a studiare sul serio, a mettere insieme il patrimonio infinito che il jazz ha espresso nella prima metà del secolo scorso, con la necessità di trovare in quel solco la propria strada espressiva.

Sab 1 ott 2016 ore 22:00

Giovanni Amato Bop5tet

01Mettete insieme lo swing e il fraseggio bebop della tromba di Giovanni Amato, un chitarrista come Gianluca Figliola – di lui è stato detto che ha smesso prestissimo di essere una giovane promessa e si è affermato da subito come una delle più originali realtà del jazz in Italia, e poi “la” ritmica, con Pietro Lussu, al piano, Luca Fattorini al contrabbasso e Marco Valeri alla batteria: due ore abbondanti, per amare il jazz senza tanti fronzoli, per far godere le orecchie e riempirci il cuore.

Certe volte una serata è troppo poco e due ancora non bastano… Giovanni Amato guida per tre serate un quintetto che mette insieme il meglio di quella generazione di jazzisti italiani che continuano a studiare sul serio, a mettere insieme il patrimonio infinito che il jazz ha espresso nella prima metà del secolo scorso, con la necessità di trovare in quel solco la propria strada espressiva.

Sab 1 ott 2016 ore 23:59

Gregory’s LateNight Session

01La lunga notte del jazz, ogni Sabato. Certe cose non si spiegano a parole, bastano i fatti: il Sabato, dopo il concerto delle 22.00, si va avanti con il jazz dal vivo che non possiamo smettere di proporre e ascoltare. La lunga notte del jazz – con una jamsession proprio ‘round about midnight – ogni settimana vedrà protagonisti alcuni tra i migliori esponenti del jazz italiano a dare il via a una session aperta che non sappiamo mai dove ci porterà.

A volte succede che gli stessi artisti del “main show” restino attaccati alle “good vibes” per duettare con la formazione d’apertura della session, altre volte abbiamo visto arrivare artisti di fama internazionale o sidemen di grandi formazioni in tour a Roma per puro divertimento dopo una serata di “lavoro”. Quello che sappiamo è che la Late Night Session è il nostro modo per dire che il buon jazz dal vivo non ci basta mai!

Dom 2 ott 2016 ore 22:00

Giovanni Amato Bop5tet

02Mettete insieme lo swing e il fraseggio bebop della tromba di Giovanni Amato, un chitarrista come Gianluca Figliola – di lui è stato detto che ha smesso prestissimo di essere una giovane promessa e si è affermato da subito come una delle più originali realtà del jazz in Italia, e poi “la” ritmica, con Pietro Lussu, al piano, Luca Fattorini al contrabbasso e Marco Valeri alla batteria: due ore abbondanti, per amare il jazz senza tanti fronzoli, per far godere le orecchie e riempirci il cuore.

Certe volte una serata è troppo poco e due ancora non bastano… Giovanni Amato guida per tre serate un quintetto che mette insieme il meglio di quella generazione di jazzisti italiani che continuano a studiare sul serio, a mettere insieme il patrimonio infinito che il jazz ha espresso nella prima metà del secolo scorso, con la necessità di trovare in quel solco la propria strada espressiva.

03A 80 anni Harold Mabern, leggendario pianista di Memphis, sta vivendo una seconda giovinezza. Dopo aver suonato, tra gli altri, con Sonny Rollins, Hank Mobley, Freddie Hubbard e Miles Davis, Lee Morgan e Wes Montgomery, il suo approccio energico nel solco del migliore hard bop continua a brillare, fino ad emanare una luce unica quando affronta il blues, vera cifra stilistica del suo universo musicale. Harold Mabern, come tutti i grandi, fa dell’umiltà e della dedizione al pubblico la sua caratteristica principale; è quindi il classico musicista che può farti innamorare del jazz se lo ascolti per la prima volta o coccolarti nel migliore dei modi se sei un appassionato.

Joe Farnsworth è già considerato come uno dei batteristi jazz migliori del mondo, un discendente diretto di giganti quali Max Roach, Roy Haynes , Elvin Jones, Billy Higgins e Arthur Taylor, ma continua a suonare soprattutto per far sì che la traccia abbia ancora possibilità di svilupparsi e rinnovarsi. Joe Farnsworth ha più di 70 cd al suo attivo, per musicisti come Wynton Marsalis, Cedar Walton, Pharoah Sanders, Eric Alexander e Benny Golson. Nel suo primo lavoro da leader “Beautiful Friendship” c’erano Cedar Walton e Eddie Henderson mentre il suo secondo, “It’s Prime Time” ha avuto come special guest Ron Carter, Curtis Fuller, Benny Golson e Harold Mabern Jr.

04A 80 anni Harold Mabern, leggendario pianista di Memphis, sta vivendo una seconda giovinezza. Dopo aver suonato, tra gli altri, con Sonny Rollins, Hank Mobley, Freddie Hubbard e Miles Davis, Lee Morgan e Wes Montgomery, il suo approccio energico nel solco del migliore hard bop continua a brillare, fino ad emanare una luce unica quando affronta il blues, vera cifra stilistica del suo universo musicale. Harold Mabern, come tutti i grandi, fa dell’umiltà e della dedizione al pubblico la sua caratteristica principale; è quindi il classico musicista che può farti innamorare del jazz se lo ascolti per la prima volta o coccolarti nel migliore dei modi se sei un appassionato.

Joe Farnsworth è già considerato come uno dei batteristi jazz migliori del mondo, un discendente diretto di giganti quali Max Roach, Roy Haynes , Elvin Jones, Billy Higgins e Arthur Taylor, ma continua a suonare soprattutto per far sì che la traccia abbia ancora possibilità di svilupparsi e rinnovarsi. Joe Farnsworth ha più di 70 cd al suo attivo, per musicisti come Wynton Marsalis, Cedar Walton, Pharoah Sanders, Eric Alexander e Benny Golson. Nel suo primo lavoro da leader “Beautiful Friendship” c’erano Cedar Walton e Eddie Henderson mentre il suo secondo, “It’s Prime Time” ha avuto come special guest Ron Carter, Curtis Fuller, Benny Golson e Harold Mabern Jr.

05Harold Mabern chiude la sua tre giorni di jazz al centro di un evento unico. Il jazz è una musica che per metà si ascolta e per metà si guarda, e certe volte vale la pena di osservarla, con attenzione; e lo spettacolo di questa sera ne è forse una delle migliori dimostrazioni. La Drum Battle, la sfida alla batteria che Joe Farnsworth e Roberto Gatto accenderanno stasera rischia di entrare dirtta dritta nella galleria di quelle serate in jazz che ricorderemo a lungo.

Joe Farnswoth, erede della migliore scuola americana – da Max Roach a Roy Haynes, da Elvin Jones a Arthur Taylor, e Roberto Gatto, maestro indiscusso della batteria jazz in Italia e noto in tutto il mondo: due scuole, due generazioni, due modi di interpretare la musica, ma lo stesso amore incondizionato, la stessa maniacale passione, lo stesso amorevole studio per il jazz che li hanno resi, ognuno a suo modo, dei punti di riferimento per i giovani musicisti.

Ven 7 ott 2016 ore 22:00

Emanuele Urso SwingSextet

07

Emanuele Urso “The King of Swing” è il protagonista e il mattatore delle notti swing di Roma al Gregory’s Jazz Club. Tra l’omaggio a Benny Goodman e Gene Krupa, Emanuele Urso è un fantastico batterista, un raffinato clarinettista e un direttore d’orchestra eccellente, in grado di ricreare perfettamente, in uno sforzo filologico non comune, le atmosfere della swing era e delle dance hall degli anni 40. Gli arrangiamenti originali di Benny Goodman, Glenn Miller e Fletcher Henderson sono studiati, e ristudiati e poi riproposti in un concerto dal vivo che prima di essere un vero e proprio show sembra aprire una porta spazio-temporale per rituffarci direttamente nel periodo forse più brillante ed entusiasmante del ‘900.

Sab 8 ott 2016 ore 22:00

Carlo Atti Quartet

08Carlo Atti è forse la migliore incarnazione di venti anni di jazz al Gregory’s. Il suo modo di amare il jazz, di suonare come se non si potesse fare altro nella vita, come se il jazz fosse la vita stessa; e c’è una bella differenza tra quello che si può dire e quello che vale la pena di provare sulla pelle. Per sapere qualcosa su Carlo Atti basta leggere la sua biografia, e cercare un pò in giro: troverete notizie, video, foto, curiosità e qualche aneddoto. Quello che non troverete da nessuna parte – a parte il palco del Gregory’s – è tutto quello che riesce ad esprimere con il suo sax, dal vivo.

Qualcuno ha definito Carlo Atti “musicista per musicisti” per sottolinearne la qualità dei grandi – quella di mettere a proprio agio chiunque abbia la fortuna di suonare con lui; per noi è il più grande sassofonista che il jazz italiano abbia conosciuto negli ultimi 25 anni e, per questo e per tanti altri motivi, siamo onorati di poterlo annoverare tra i nostri amici.

Sab 8 ott 2016 ore 23:59

Gregory’s LateNight Session

07La lunga notte del jazz, ogni Sabato. Certe cose non si spiegano a parole, bastano i fatti: il Sabato, dopo il concerto delle 22.00, si va avanti con il jazz dal vivo che non possiamo smettere di proporre e ascoltare. La lunga notte del jazz – con una jamsession proprio ‘round about midnight – ogni settimana vedrà protagonisti alcuni tra i migliori esponenti del jazz italiano a dare il via a una session aperta che non sappiamo mai dove ci porterà.

A volte succede che gli stessi artisti del “main show” restino attaccati alle “good vibes” per duettare con la formazione d’apertura della session, altre volte abbiamo visto arrivare artisti di fama internazionale o sidemen di grandi formazioni in tour a Roma per puro divertimento dopo una serata di “lavoro”. Quello che sappiamo è che la Late Night Session è il nostro modo per dire che il buon jazz dal vivo non ci basta mai!

Dom 9 ott 2016 ore 22:00

Carlo Atti Quartet

09Carlo Atti è forse la migliore incarnazione di venti anni di jazz al Gregory’s. Il suo modo di amare il jazz, di suonare come se non si potesse fare altro nella vita, come se il jazz fosse la vita stessa; e c’è una bella differenza tra quello che si può dire e quello che vale la pena di provare sulla pelle. Per sapere qualcosa su Carlo Atti basta leggere la sua biografia, e cercare un pò in giro: troverete notizie, video, foto, curiosità e qualche aneddoto. Quello che non troverete da nessuna parte – a parte il palco del Gregory’s – è tutto quello che riesce ad esprimere con il suo sax, dal vivo.

Qualcuno ha definito Carlo Atti “musicista per musicisti” per sottolinearne la qualità dei grandi – quella di mettere a proprio agio chiunque abbia la fortuna di suonare con lui; per noi è il più grande sassofonista che il jazz italiano abbia conosciuto negli ultimi 25 anni e, per questo e per tanti altri motivi, siamo onorati di poterlo annoverare tra i nostri amici.